Giovani giapponesi che vivono nel mondo della moda italiana no. 4

Il caso di Nanako Suezaki

Nel 2014 ho fatto l’erasmus dal Giappone presso l’Istituto Marangoni a Milano. L’anno successivo lavoravo in Studio Ypsilon, un marchio di capi casual di alta qualità, dove iniziai a conoscere in modo diretto la moda italiana facendo design digitale, l’assistente per elaborare cartamodelli, sartoria, shooting ecc. Prima di trasferirmi in Italia, avevo lavorato per un’azienda giapponese di pubblicità e mi occupavo di clienti del campo di moda perché era quello che mi interessava di più. Ma dopo alcuni anni, ho iniziato a pensare che “promuovevo prodotti senza creare niente”, ritrovandomi in mezzo a un dilemma. Conoscevo già l’Italia per necessità lavorative ed ero molto incuriosita dalla moda italiana tradizionale e conservatrice. In questo modo, senza avere una  singola motivazione particolare, 4 anni fa sono arrivata a Milano.

Vorrei darvi un’idea dei corsi che ho seguito all’Istituto Marangoni. Innanzitutto c’era un “corso sui tessuti”. Durante le lezioni ci venivano indicate delle stoffe da analizzare: dovevamo andare a cercarle nei negozi, ritagliare foto di vestiti che utilizzassero gli stessi tessuti ed elaborarle ordinandole su un quaderno. Ho visto tanti tipi di stoffe, le ho studiate analizzando a fondo i dettagli. Ho notato che sulle riviste italiane spesso non vengono segnati i prezzi dei vestiti come in Giappone, e sono indicati solo i materiali del capo.

Nei “corsi di storia” non solo si studiava la storia dei costumi ma ci si recava ogni settimana alle pinacoteche a studiare dipinti e sculture dai quali prendere ispirazioni per il design. Oppure ci facevano vedere film d’epoca per poi disegnare. L’Italia è proprio un Paese che si ispira al passato!

Ora mi ritrovo in questo atelier ove sono circondata da artigiani e lavoro con cura ogni cosa a mano e per ciascun cliente. Un tempo i vestiti erano tutti così, creazioni di alta moda, a differenza dei vestiti odierni standardizzati. L’alta moda è sinonimo di “buon gusto” e di una “linea” precisa. “Tessuti adatti a valorizzare i dettagli”, “tecnica sofisticata” per renderli autentici e “la passione per il passato”: penso che siano proprio questi gli elementi essenziali della moda italiana.

Nanako Suezaki

Originaria di Kumamoto, si laurea presso l’Università Tsudajuku in Relazioni Internazionali. Nel 2014 si trasferisce in Italia e studia all’Istituto Marangoni. Ora si occupa di collezioni e ordinazioni su misura presso Studio Ypsilon.

foto: shooting di modello con vestiti fatti a mano in atelier

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